Foam Roller: Cos’è e a cosa serve

Foam roller a cosa serve
23 Gen

Partiamo con il capire che cos’è il foam roller. Si tratta di un attrezzo utilizzato sia per compiere movimenti semplici che complessi, sia per fare dei veri e propri esercizi. Si adatta a diversi utilizzi e in base all’uso che ne viene fatto comporta diversi benefici.  Presso BodyRieducational viene utilizzato sia per i percorsi di riabilitazione e di prevenzione, sia per l’allenamento.

Con il foam roller si possono quindi mettere in atto esercizi per:
– automassaggio muscolare;
– allungamento muscolare e mobilità articolare
– equilibrio e riscaldamento muscolare.

Foam Roller: cos'è e a cosa serve

A cosa serve il foam roller?
Come abbiamo detto precedentemente, questo attrezzo è utile in diversi campi e in base alle diverse esigenze e ai diversi obiettivi, l’utilizzo del foam roller può rientrare in diversi ambiti:

Salute: ideale per la prevenzione degli infortuni, per la terapia e la riabilitazione.

Attività motoria: viene utilizzato come strumento sportivo o di fitness; in questo ambito il Foam Roller è utile soprattutto per certi esercizi di mobilità e di rieducazione motoria.

Benessere ad estetica: viene impiegato per il rilassamento muscolare e come strumento per la riattivazione della circolazione, utile nella lotta alla cellulite.

Ma quali sono i benefici del foam roller?

Questo strumento, se correttamente utilizzato, contribuisce alla riduzione del dolore in alcune patologie croniche osteo-articolari. Inoltre, è molto utilizzato nella riabilitazione post-infortunio muscolare, tendineo, legamentoso e articolare. Per gli sportivi, gli atleti e anche per chi ha poca confidenza con l’attività fisica, è uno strumento valido per migliorare l’equilibrio.

Per chi è abituato all’attività fisica, il foam roller è un valido supporto per gli esercizi di allungamento muscolare e flessibilità articolare e per il riscaldamento sul posto.

Se volete maggiori informazioni su questo strumento e sul suo impiego contattateci.

La dieta funziona se ci metti la testa

Quando sono nervosa o triste mangio
13 Gen

“Quando sono nervosa o triste mangio, non riesco a resistere”.

Le emozioni guidano il rapporto con il cibo. Così il cibo stesso diventa quello che rallegra, consola, autoregola il nostro mondo emotivo. Ciò che conosciamo meno è che le nostre emozioni sono guidate dalla mente: una dimensione complessa, potente, misteriosa.

Quando sono nervosa o triste mangio

Di questo parleremo durante la serata del 5 febbraio presso lo studio SinergyMed 2.0.

Con La Dott.ssa Eva Da Ros e la Dott.ssa Veronica Gobbetto partiremo per questo viaggio intrigante che ci porterà alla scoperta di come la mente influenzi il nostro modo di sentire e quindi di comportarci, anche con il cibo. Nessuna dieta potrà sopravvivere all’entusiasmo e motivazioni iniziali se non lavoriamo sui determinanti più profondi della nostra relazione con il cibo. Unire le conoscenze dietetiche e comportamentali alla comprensione dei meccanismi cognitivi, potrà aumentare le possibilità di successo a lungo termine.

Mercoledì 5 febbraio ore 20.30
Sinergy Med 2.0 Via Vital 96, Conegliano (c/o Centro Giano)
Ingresso Libero – Posti limitati

Per partecipare alla serata scrivete a
info@sinergymed.it
o telefonate al 0438 32271

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Freddo e sport: come prevenire gli infortuni?

Freddo e sport: come prevenire gli infortuni?
08 Nov

Fare sport in autunno e inverno è possibile

Quando le temperature scendono runner, ciclisti e chiunque pratichi un’attività sportiva all’aria aperta deve sapere che questa è una delle condizioni che più facilitano gli infortuni muscolari.

Il freddo è vaso costrittore

Il freddo è un fattore vaso costrittore, impedisce l’ottimale afflusso del sangue ai tessuti muscolari. Insieme a un ridotto afflusso del sangue diminuiscono anche l’ossigeno e tutte le sostanze necessarie ai muscoli per essere elastici, pronti a contrarsi e decontrarsi durante l’attività sportiva. Un minore afflusso del sangue abbassa anche la resistenza delle fibre muscolari, diminuendo anche la nostra capacità di tollerare la fatica.

Per prevenire infortuni muscolari

Per evitare strappi, stiramenti e altre lesioni muscolari è fondamentale il riscaldamento. La regola d’oro per prevenire gli infortuni è riscaldarsi con 15 minuti di attivazione graduale. Questo ci consente di:

  • aumentare la temperatura corporea
  • aumentare la frequenza cardiaca
  • aumentare l’ossigenazione nel sangue (e quindi nei muscoli)
  • aumentare la potenza e la resistenza muscolare
  • aumentare l’efficienza e l’elasticità meccanica

Meglio lo stretching dinamico

Un altro consiglio utile è fare una breve fase di attivazione e poi esercizi di stretching dinamico, vale a dire, allungare i muscoli con movimenti controllati che preparano e somigliano a quelli dell’attività che ci apprestiamo a cominciare.

Metodo EMDR

Metodo EMDR
28 Ott

Che cos’è il metodo EMDR e a cosa serve?

L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressante.

Il Trauma Psicologico può essere definito come una “ferita dell’anima”, come qualcosa che rompe il consueto modo di vivere e vedere il mondo e che ha un impatto negativo sulla persona che lo vive.
Esistono diverse forme di esperienze traumatiche a cui può andare incontro una persona nel corso della vita. Esistono i “piccoli traumi” o “t”, come un’umiliazione subita, attacchi di panico, interazioni brusche con persone significative, etc. Accanto a questi, si collocano i “grandi traumi” o “T” come lutti, disastri naturali, abusi, incidenti etc.

Nonostante le due tipologie di trauma siano molto differenti, la ricerca scientifica ha dimostrato che le persone reagiscono, dal punto di vista emotivo, mostrando gli stessi sintomi.
Un evento traumatico porta il nostro organismo e il nostro cervello ad una serie di reazioni di stress fisiologiche, che nel 70-80% dei casi tendono a risolversi naturalmente senza un intervento specialistico.
Ma cosa succede quando questo non avviene?
Le persone continuano a soffrire per un evento traumatico anche a distanza di moltissimo tempo. Spesso riportano di provare le stesse sensazioni, emozioni e pensieri negativi e di non riuscire per questo motivo a condurre una vita soddisfacente.

metodo emdr

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che le persone che hanno vissuto traumi importanti nel corso della vita portano i segni anche a livello cerebrale, mostrando, ad esempio, un volume ridotto sia dell’ippocampo che dell’amigdala. Queste scoperte, avvenute negli ultimi anni grazie all’utilizzo di strumenti di indagine sempre più sofisticati, gettano luce sulla stretta connessione mente-corpo. Proprio quando ci si rende conto che le reazioni sono di questo tipo e che la sofferenza è significativa è necessario chiedere aiuto ad uno specialista.

Dal 2010 la Terapia EMDR è stata riconosciuta come approccio psicoterapeutico (Prochaska&Norcross, 2010). Nel 2011 l’Amministrazione per i Servizi di Sanità Mentale degli Stati Uniti (SAMHSA), ha riconosciuto la psicoterapia EMDR tra i trattamenti più empiricamente validati (evidence-based) ed efficaci nel trattamento dell’ansia, depressione e del PTSD. Dal 2013 è inclusa nelle raccomandazioni dall’OMS come psicoterapia di elezione per il trattamento del Disturbo Postraumatico da Stress (PTSD) nei bambini, adolescenti e adulti.

Per maggiori informazioni: Dott.ssa Veronica Gobbetto

Il linfodrenaggio

linfodrenaggio manuale treviso
10 Set

Il linfodrenaggio manuale è una tecnica manuale che facilita il drenaggio della linfa dalla periferia del corpo al cuore.

La tecnica è costituita da una precisa manualità caratterizzata da “tocchi”, movimenti circolari o a pompa i quali modificando la pressione dei tessuti, favoriscono la circolazione della linfa.

Quando aiuta il linfodrenaggio?

  • Linfedema conseguente all’asportazione di linfonodi (ad es. dopo un intervento di mastectomia);
  • Alterazioni del sistema linfatico circolatorio: disturbo della circolazione venosa, con ristagno di liquidi e gonfiore;
  • Patologie ortopediche: per ridurre l’edema in seguito a traumi, interventi chirurgici, uso di gessi;
  • Patologie reumatiche: riduzione gonfiore articolare e dell’edema da stasi;
  • Cellulite: elimina l’edema (ovvero la componente liquida);
  • Ustioni: aiuta a migliorare l’aspetto della cicatrice e cerca di ristabilire l’ossigenazione dei tessuti;
  • Cicatrici: favorisce il processo di cicatrizzazione, sia esso normale o patologico. Il trattamento va iniziato precocemente. I movimenti di DLM favoriscono la soluzione dell’edema e l’arrivo di materiale plastico favorendo l’eliminazione dei detriti cellulari che potrebbero inibire o ritardare il processo di cicatrizzazione;
  • Menopausa e sindrome premestruale: riduce la ritenzione di liquidi;
  • Colon pigro: stipsi e alterazioni del ritmo intestinale;
  • Difese immunitarie: favorisce le difese naturali dell’organismo agendo sulla stimolazione della produzione dei linfociti (le cellule che proteggono da virus e batteri);
  • Patologie otorinolaringoiatria come sinusiti croniche;
  • Chirurgia plastica: indicato nel post intervento per il riassorbimento degli ematomi e per ripristinare una corretta circolazione;
  • Malattie dermatologiche: acne, couperose;
  • Gravidanza e problematiche dell’allattamento: ragadi del capezzolo e ingombri mammari;
  • Lesioni muscolari come strappi o stiramenti;
  • Dopo lo sport: favorisce il ripristino della normale circolazione e del tessuto muscolare sovraccaricato dall’attività fisica.

Oltre all’azione drenante dei tessuti, il linfodrenaggio manuale ha un’azione sulla conduzione del dolore e un’azione sul sistema neurovegetativo, in particolare sul sistema parasimpatico. I tempi di trattamento sono variabili, dipendono da diversi fattori quali la diffusione e l’entità dell’edema, la reazione del paziente al trattamento.
La singola seduta necessita di almeno 45′.

Per maggiori informazioni i nostri fisioterapisti sono a disposizione, contattaci!

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Ricominciano i corsi

Ricominciano i corsi
28 Ago

Dal 9 settembre riprendono i corsi presso il BodyRiEducational

Dopo la pausa estiva siamo pronti a ripartire con il calendario dei corsi:

Per la Rieducazione motoria la palestra è disponibile:
– Lunedì dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
– Martedì dalle 12.30 alle 20.00
– Mercoledì dalle 7.30 alle 10.00 e dalle 14.30 alle 18.00
– Giovedì dalle 8.30 alle 12.15 e dalle 15.30 alle 20.25
– Venerdì dalle 7.15 alle 9.30 e dalle 14.00 alle 18.15

Pancafit 
– Lunedì 12.45 e 20.20
– Martedì 7.50 e 8.45
– Mercoledì 11.20 e 20.20
– Giovedì 12.30

Pilates
– Lunedì 18.30 e 19.25
– Martedì 10.25 e 11.20
– Mercoledì 10.15, 18.30 e 19.25
– Venerdì 10.25 e 11.20

Pilates Sport
– Martedì 06.15
– Venerdì 6.15

Evergreen 
– Martedì 9.40
– Venerdì 9.40

Allenamento funzionale 
– Mercoledì 12.45
– Giovedì 20.30
– Venerdì 12.45

Hatha Yoga ( a partire dal 1/10/2019)
– Martedì 20.10

Ginnastica Perineale 
– Sabato 9.00

Per informazioni e per iscriversi ai corsi contattateci:

Tel 0438 32271
Email bodyrieducational@sinergymed.it
oppure cliccate qui

La psicoterapia cognitivo comportamentale

La psicoterapia cognitivo comportamentale
20 Giu

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una forma di terapia psicologica che si basa sul presupposto che vi sia una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti


La terapia cognitivo-comportamentale ha alcune caratterische specifiche:
Pratica e concreta.​ Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, e cosi via.

Centrata sul “qui ed ora: la​ terapia si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente stesso, e di suggerire valide strategie che possano essere utili a liberarlo dal problema che spesso lo imprigiona da tempo, essa è centrata sul presente e sul futuro e mira ad ottenere dei cambiamenti positivi.

A breve termine​. La terapia cognitivo-comportamentale è a breve termine, ogni qualvolta sia possibile. Il terapeuta è comunque generalmente pronto a dichiarare inadatto il proprio metodo nel caso in cui non si ottengano almeno parziali risultati positivi, valutati dal paziente stesso, entro un numero di sedute prestabilito. La durata della terapia varia di solito dai sei ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall’uso integrato della terapia cognitiva, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.

Orientata allo scopo​. La psicoterapia comportamentale e cognitiva è più orientata ad uno scopo, lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, durante i primissimi incontri. Si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.

Attiva​. Sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nella terapia cognitivo comportamentale. Il terapeuta cerca di insegnare al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni ad essi. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli vengono assegnati volta volta. In terapia comportamentale e cognitiva il terapeuta svolge un ruolo attivo nella soluzione dei problemi del paziente, intervenendo spesso e diventando talvolta “psico-educativo”. Ciò tuttavia non vuole assolutamente dire che il paziente assista ad una lezione nella quale si sente dire che cosa dovrebbe fare e come dovrebbe pensare; anch’egli, anzi, è stimolato ad essere più attivo possibile, un terapeuta di sé stesso, sotto la guida del professionista.

Collaborativa​. Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il paziente alla risoluzione dei propri problemi.

Scientificamente fondata​. È stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problemi di tipo clinico. È stato dimostrato che è efficace almeno quanto gli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ma assai più utile nel prevenire le ricadute. Gli ambiti di applicazione possono essere diversi. In base alla mia formazione, l’intervento può essere orientato ai disturbi d’ansia (attacco di panico, ipocondria, ossessioni e compulsioni), disturbi alimentari (anoressia nervosa, bulimia, binge e obesità), terapia di coppia, depressione, stress, difficoltà nella scuola o lavoro e bassa autostima.

Per maggiori informazioni contattaci

Dott.ssa VERONICA GOBBETTO psicologa psicoterapeuta

La maternità: un caleidoscopio di emozioni

la maternità: un caleidoscopio di emozioni
05 Giu

La maternità è un caleidoscopio di emozioni. Spesso le persone la associano a gioia, felicità, chiunque possa essere vicino ai futuri genitori sprigiona entusiasmo e aspettativa. Non sempre però questo avviene. Spesso questo intenso periodo porta con sé anche emozioni negative.

Pochi ne parlano, ma avere la piena di consapevolezza di che cosa può emergere, ci permette di interpretare ciò che ci succede in modo corretto. É importante avere una panoramica di tutti i cambiamenti, in modo da non sentirsi inadeguate, sole, incapaci, ingrate. Durante il percorso di accompagnamento alla nascita parleremo allora di depressione post partum, evoluzioni di coppia, gestione delle emozioni, il ruolo del papà.

Il ruolo del papà è fondamentale: il loro modo diverso di rapportarsi con i figli porta a sviluppare differenti abilità

Quest’ultimo aspetto é fondamentale. La ricerca ritiene da tempo che la figura paterna non sia solo un “aiuto” alla mamma, ma possa dare un contributo unico e specifico. Il loro modo diverso di rapportarsi con i figli porta a sviluppare differenti abilità. Ad esempio figli con papà emotivamente presenti, capaci di riconoscere i loro problemi, di confortarli nei momenti di sofferenza avranno maggiori capacità sociali e scolastiche. Questi e molti altri dati sono incoraggianti.

La maternità è una grande avventura, ma partire con una buona conoscenza ci permette di affrontarla al meglio.

Dott.ssa Veronica Gobbetto

Cosa mangiare in gravidanza

Cosa mangiare in gravidanza
30 Mag

Cosa mangiare in gravidanza per un aumento ponderale adeguato.

Come mangiare in gravidanza per non aumentare troppo di peso? Quali cibi vanno evitati o limitati?

preparazione al parto conegliano
Cosa mangiare in gravidanza

Queste sono le domande più frequenti che mi pongono le gestanti, ma molto altro ci sarebbe da conoscere sull’importanza dell’alimentazione in gravidanza.

E’ ormai noto il ruolo dell’epigenetica (influenza dell’ambiente sull’espressione dei nostri geni) per quanto riguarda la salute futura del bambino: i suoi primi 1000 giorni di vita, che iniziano dal concepimento, sono una finestra di estrema suscettibilità all’ambiente e dunque anche all’alimentazione.

La gravidanza necessità di un piccolo incremento energetico rispetto allo stato non gravidico, ma aumenta la necessità di una cura della qualità nutrizionale del cibo scelto.

La carenza di alcune vitamine, ad esempio, può inficiare alcune reazioni metaboliche che determinano la formazione dei tessuti (si pensi all’acido folico e al rischio di spina bifida), la presenza di pesticidi può determinare un’interferenza endocrina o il metilmercurio aumentare il rischio di disturbi del neurosviluppo.

Insomma, sapere scegliere cosa e dove acquistare il cibo, e come costruire una dieta sana che contenga tutti i micronutrienti necessari, significa investire in salute e preparare il terreno a buone abitudini alimentari della nascente famiglia.

Per maggiori informazioni contattate la nostra Dietista, la Dott.ssa Eva Da Ros

L’importanza del fisioterapista per lo sportivo

L'importanza della fisioterapia sportiva
13 Mag

Allenamenti scorretti, gare ravvicinate, traumi pregressi sono alcuni dei fattori predisponenti all’insorgenza degli infortuni negli atleti.

Tutte le attività sportive implicano un ampio coinvolgimento di tutti i tessuti ed apparati del nostro corpo. Ciascuna attività presenta elementi di “stress” per l’apparato muscolo scheletrico a causa dei ripetuti gesti atletici e tecnici che caratterizzano ciascuno sport e che inducono forze di compressione, tensione e torsione sulle strutture articolari e periarticolari coinvolte (ossa, cartilagine, muscoli, tendini, legamenti).

Il fisioterapista specializzato interviene nella prevenzione di eventuali infortuni attraverso un’accurata valutazione (clinica e strumentale) e fornisce di conseguenza indicazioni di prevenzione (ad es. nella preparazione fisica).

Interviene, possibilmente già dalla prime fasi, in caso di traumi o infortuni le cui più frequenti cause sono legate al sovraccarico delle strutture e tra queste troviamo: dolore al ginocchio (ad es. bandelletta ileo-tibiale, meniscopatia), tendinopatie (ad es epicondilite, cuffia dei rotatori della spalla), problemi muscolari (ad es. strappi, contratture), lombalgia, dolore a caviglia e piede (ad es. fascite plantare, tallonite), fratture da stress, etc.

Ogni atleta, di qualsiasi disciplina-livello-età, deve imparare ad “ascoltare” il proprio corpo che fornisce in maniera esplicita eventuali sintomi e segni come affaticamento, dolore muscolare ed articolare, gonfiore, difficoltà nell’esecuzione dei movimenti.

SinergyMed 2.0 è da sempre specializzato nella fisioterapia sportiva, infatti collaboriamo con moltissime società e soprattutto con i loro allenatori e preparatori (Scuola di Maratona Vittorio Veneto, Body Evidence – Fitness, ski Team, Bike Team, Ski Roll Team-, Tennis 6.0, TeamSpes Conegliano, Sci Club Orsago, ASD Running Team San Fior, GS Mercuryus, Accademia Pattinaggio, Associazione Amici di Diego, Atletica Vittorio Veneto, Cimavilla Running Team, ASD Campolongo) e seguiamo molti sportivi professionisti nelle discipline del ciclismo (ad esempio Sascha Modolo), sci nordico (ad esempio Carabinieri), ski roll (ad esempio Lisa e Anna Bolzan), Judo (ad esempio le atlete dei Carabinieri Giorgia Stangherlin e Alessandra Prosdocimo)

Alcuni professionisti seguiti dal nostro team di fisioterapisti