La dottoressa Eva Da Ros è dietista con perfezionamento nel trattamento dell’obesità e con master in disturbi dell’alimentazione in età evolutiva, socia ANDID, SSNV e SINSeB con Certificazione Sanis “Nutritional sport expert”.

DIETOTERAPIA
La terapia dietetica è tra le prime procedure da adottare in molti disturbi ed alterazioni metaboliche come:

  • Gastrite;
  • Reflusso gastro-esofageo;
  • Stipsi;
  • Meteorismo;
  • Ipertensione arteriosa;
  • Ipercolesterolemia;
  • Diabete;
  • Sindrome metabolica.

Sulla base della diagnosi e della prescrizione effettuata dal medico, è compito del dietista guidare la persona verso scelte nutrizionali salutari che concilino i gusti e le abitudini con una corretta gestione del problema.

TERAPIA DELL’OBESITA’
La complessità del problema obesità, che affonda le sue radici in fattori biologici-psicologici-emotivi-sociali, rende necessario un intervento multidisciplinare.
Solo in questo modo è possibile valutare ed intervenire sui fattori causali e di mantenimento del disturbo.
La semplice dieta dimagrante non risolve il problema alla radice: limitare l’assunzione calorica per un determinato periodo di tempo può certamente provocare una perdita di peso, anche considerevole, ma non interviene sulle convinzioni dietetiche spesso errate nè sui comportamenti alimentari disfunzionali come ad esempio mangiare per ansia o noia o umore basso.
L’errore cognitivo più frequente è l’idea che ci voglia solo forza di volontà. Se è vero che la motivazione è una componente fondamentale per qualsiasi cambiamento, è vero anche che senza le competenze e le strategie adatte è difficile trovare la strada corretta per raggiungere gli obiettivi.

La Terapia Comportamentale è il trattamento più studiato nel trattamento dell’obesità. I risultati che riesce ad ottenere sono positivi: l’80% dei soggetti ottiene una perdita di peso del 10% circa in 6 mesi, nell’anno seguente però si assiste ad un recupero ponderale del 40% e il rimanente peso perduto è recuperato nei successivi 3 anni. Questo tipo di trattamento può avere successo a breve termine, ma non è in grado di favorire il mantenimento del peso perduto.La ricerca ha evidenziato il ruolo fondamentale dei processi cognitivi nel determinare il mantenimento del peso. 
Infatti studi italiani dimostrano che:

  • I pazienti obesi hanno un’aspettativa di perdita di peso del 32%;
  • Maggiori sono le aspettative di perdere peso, maggiore è il rischio di interrompere il trattamento;
  • La restrizione cognitiva e la riduzione della disinibizione cognitiva sono predittori di perdita di peso;
  • La soddisfazione del peso raggiunto aiuta a mantenere nel tempo i comportamenti finalizzati al mantenimento del peso;
  • L’autoefficacia è un perditore positivo di perdita di peso a lungo termine.

Pertanto possiamo concludere che porsi l’obiettivo di affrontare e imparare le strategie cognitive, oltre che comportamentali, facilita il raggiungimento e mantenimento del peso sano.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
L’alimentazione della gestante non si discosta molto da quella delle altre donne, non vale il detto di mangiare per due. Ciò che importa è mangiare due volte meglio per coprire, non solo i bisogni nutritivi della madre, ma anche quelli del nascituro, e garantire il regolare decorso della gravidanza.
Una corretta alimentazione durante la gravidanza assume un ruolo importante in quanto favorisce un’ottimale stato nutrizionale della gestante e un adeguato aumento ponderale. Un’adeguata nutrizione della donna in questo periodo sostiene, inoltre, un buono sviluppo fetale creando le basi per la salute futura del bambino.

Compito del dietista è aiutare la gestante ad organizzare un’alimentazione che rispetti le esigenze nutrizionali della gravidanza in accordo con le abitudini e i gusti della futura mamma.

ALIMENTAZIONE VEGETARIANA
È posizione dell’American Dietetic Association (ADA) che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane,sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie
Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti.
I risultati di una rassegna basata sull’evidenza hanno mostrato che la dieta vegetariana è associata a una riduzione del rischio di morte per cardiopatia ischemica. I vegetariani evidenziano, inoltre, livelli inferiori di colesterolo legato alle lipoproteine LDL e di pressione arteriosa, nonché ridotti tassi di ipertensione e di diabete mellito di tipo 2 rispetto ai non-vegetariani. I vegetariani tendono ad avere un ridotto indice di massa corporea (BMI) e ridotti tassi di tutti i tipi di cancro. Le caratteristiche di una dieta vegetariana che possono ridurre il rischio di malattie croniche includono ridotte assunzioni di acidi grassi saturi e colesterolo, e più elevate assunzioni di frutta, verdura, cereali integrali, frutta secca, prodotti della soia, fibre e fitocomposti.

La variabilità delle abitudini dietetiche dei vegetariani rende essenziale valutare in modo individualizzato l’adeguatezza nutrizionale della dieta.Oltre a effettuare questo tipo di valutazione, i professionisti degli alimenti e della nutrizione possono giocare un ruolo chiave nell’educare i vegetariani sulle fonti alimentari di specifici nutrienti, sull’acquisto e la preparazione dei cibi, e su ogni modificazione dietetica necessaria a soddisfare le richieste individuali.

INTOLLERANZE ALIMENTARI
Ogni cibo introdotto nell’organismo evoca una risposta del sistema immunitario. Queste reazioni sono dose-dipendenti (proporzionali alla quantità di alimento introdotto) e possono portare a sintomi sono legati all’accumulo di sostanze non tollerate dall’organismo. Compaiono con un certo ritardo rispetto all’assunzione del cibo, per questo non è possibile collegare in modo automatico cause ed effetti.
Il test più attendibile, basato su metodica Elisa, consiste nel prelievo di qualche goccia di sangue capillare per la valutazione delle IgG.

I sintomi possono riguardare diversi organi e sistemi, anche lontani dall’apparto digerente:

  • SINTOMI GENERALI: stanchezza cronica – sonnolenza – ritenzione idrica – aumento della sudorazione – linfoadenopatia tonsillare – obesità.
  • APPARATO GASTRO-ENTERICO: difficoltà digestive – gonfiore addominale – senso di nausea – dolore e crampi addominali – iperacidità gastrica – gastrite – ulcera gastro – duodenale – colite – diarrea – stitichezza – flatulenza – eruttazione – aerofagia – emorroidi.
  • APPARATO CUTANEO: orticaria – acne – eczema – dermatite – psoriasi – cellulite.
  • SISTEMA NERVOSO: cefalea – emicrania – alterazione dell’equilibrio – ansia – depressione – irritabilità – torpore mentale – scarsa memoria – difficoltà di concentrazione.
  • APPARATO RESPIRATORIO: difficoltà respiratoria – asma – tosse – raucedine – eccesso di muco – rino-faringite – sinusite – bronchite ricorrente.
  • SISTEMA CARDIO-CIRCOLATORIO: alterazione della pressione arteriosa – palpitazioni – extrasistole.
  • APPARATO URO-GENITALE: disturbi della libido – infiammazioni uro-genitali.
  • SISTEMA MUSCOLO-ARTICOLARE: crampi – spasmi – tremori muscolari – debolezza muscolare – dolori articolari e muscolari – infiammazioni muscolo-tendinee.

OBESITA’ INFANTILE
Il bambino obeso, che spesso viene visto semplicisticamente come un “pigrone mangione”, presenta talvolta un disagio psicologico legato al suo aspetto fisico che può incidere negativamente sull’autostima, sulle relazioni, sulla sua maturazione psico-sociale e favorire lo sviluppo di disturbi alimentari.
Poiché le cause dell’obesità sono molteplici (genetiche, ambientali, psicologiche, sociali) un intervento educativo e terapeutico deve articolarsi in più parti: secondo le linee guida SINUPE, Società Italiana di Nutrizione Pediatrica, “il programma terapeutico deve riuscire a modificare in modo radicale le abitudini nutrizionali e di vita del bambino e della sua famiglia con una vera e propria azione educativa. Il coinvolgimento e la collaborazione di tutta la famiglia, infatti, sono presupposti fondamentali per il successo della terapia impostata”.

L’obiettivo è quello di favorire la riscoperta del piacere del movimento tramite il gioco, suscitare la curiosità per nuove esperienze, favorire la consapevolezza delle proprie competenze.
Allo stesso tempo sarà importante favorire delle corrette abitudini alimentari, partendo dal presupposto che il cibo, oltre che essere sano, deve avere un buon sapore e il momento del pasto deve essere piacevole.

Se l’obiettivo finale è quello di rendere il bambino autore e attore del proprio stile di vita, ai genitori spetta il compito di coordinarne la regia: i genitori decidono cosa si mangia, il bambino può decidere quanto mangiare; i genitori hanno il compito di aiutare a distinguere la fame vera dalla fame “da noia” proponendo, nel caso, attività diversive piacevoli.
La consapevolezza dei danni alla salute causati da sedentarietà e scorrette abitudini alimentari deve iniziare dalla famiglia. I comportamenti alimentari e motori del bambino sono decisamente influenzati dallo stile di vita e dalle abitudini alimentari famigliari, oltre che dal personale rapporto dei genitori con il cibo.

Obiettivo del percorso educazionale è costruire un graduale cambiamento delle abitudini nutrizionali e motorie della famiglia con un’azione educativa da svolgersi nel corso di incontri periodici.

EDUCAZIONE ALIMENTARE

ALIMENTAZIONE PER LO SPORTIVO

DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

HOLTER MOTORIO-METABOLICO
Con il multisensore SenseWear PRO3 Armband, indossato per 3-4 giorni, si rileva il consumo energetico, la qualità/quantità del movimento giornaliero e la durata/qualità del sonno.

VALUTAZIONE COMPOSIZIONE CORPOREA
La bilancia, misurando il peso complessivo della massa corporea, è uno strumento di scarsa precisione.
Qualora volessimo verificare i cambiamenti avvenuti durante un percorso di modifica delle abitudini alimentari e motorie, non saremmo in grado di comprendere a cosa imputare l’aumento o la diminuzione del peso.

Infatti i vari distretti corporei possono modificarsi nel tempo, per esempio:
+/- acqua corporea
+/- massa grassa
+/- massa muscolare
+/- massa cellulare metabolicamente attiva

Il vero dimagrimento è quello in cui si riduce la massa grassa e si conserva la massa magra: riduzione del rischio per la salute dovuto alla perdita di grasso e mantenimento del “motore” del consumo energetico, ossia la massa magra.
La valutazione della composizione corporea può essere effettuata con differenti metodi, tra cui la bioimpedenziometria, che consente una lettura ulteriore: lo stato nutrizionale dell’organismo.