Gravidanza e allattamento

Gravidanza e allattamento
12 Dic

L’alimentazione della gestante non si discosta molto da quella delle altre donne, non vale il detto di mangiare per due. Ciò che importa è mangiare due volte meglio per coprire, non solo i bisogni nutritivi della madre, ma anche quelli del nascituro, e garantire il regolare decorso della gravidanza.

Gravidanza e allattamento - Dietista Eva Da Ros
Gravidanza e allattamento consigli della dietista

Una corretta alimentazione durante la gravidanza assume un ruolo importante in quanto favorisce un’ottimale stato nutrizionale della gestante e un adeguato aumento ponderale. Un’adeguata nutrizione della donna in questo periodo sostiene, inoltre, un buono sviluppo fetale creando le basi per la salute futura del bambino.

Compito del dietista è aiutare la gestante ad organizzare un’alimentazione che rispetti le esigenze nutrizionali della gravidanza in accordo con le abitudini e i gusti della futura mamma.

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Le buone abitudini non vanno in vacanza

dietista conegliano
05 Lug

Sono orgogliosa di voi e sono contenta per voi.

Quando mi dite che quest’anno in vacanza avete colto le occasioni di sport che il campeggio offriva (cosa mai fatta per anni)
Quando in albergo sapete scegliere colazioni ricche e sane (invece che mangiare solo brioche e torte)
Quando non vi giustificate un gelato ogni giorno perché “siamo al mare, siamo in ferie”, ma sapete optare anche per qualche alternativa, tipo una bella fetta d’anguria
Quando mi dite che è la prima volta che tornate dalle vacanze senza i soliti chili in più.

In questi giorni infatti, tra chi rientra e chi parte, sento spesso la frase che giustifica le frequenti eccezioni alimentari del periodo estivo con il “sa, ero in vacanza”.

Allora, parliamone: durante l’anno ci concediamo lo sgarro perché abbiamo poco tempo per fare la spesa e per organizzare i pasti, perché siamo stanchi della lunga giornata, perché abbiamo l’umore sotto i tacchi, perché non abbiamo fatto colazione e ci è venuta la fame fuori pasto; mentre in vacanza entriamo nella modalità “eh, ma sono in ferie”.

Come scrive il dott. Ongaro in un suo libro “…fino a quando mangiar sano sarà percepito come una condanna, il sovrappeso continuerà ad aumentare”.

Quindi vorrei farvi notare che, proprio durante le vacanze, abbiamo più tempo per organizzare i pasti (che siano a casa o un pic-nic all’aperto), siamo di umore più felice e meno necessità di gratificarci con il cibo. E non solo: abbiamo anche più tempo per muoverci a piedi, organizzare una camminata in montagna, partecipare all’acquagym in spiaggia, e così via.

Mettiamo da parte le scuse: le buone abitudini non vanno in vacanza

Dott.ssa Eva Da Ros

Obesità infantile: il peso delle famiglie

Obesità infantile Dott. Eva Da Ros
04 Apr

I bambini sanno cosa gli piace mangiare. Gli adulti sanno (o dovrebbero sapere) cosa fa bene mangiare.

Questo concetto non sembra però essere così scontato per molti genitori di bambini in sovrappeso, che tendono a delegare ai figli la scelta di cosa mangiare e a cosa “dovrebbero imparare a rinunciare”.
In realtà chi fa la spesa è il genitore, chi decide il menù è sempre il genitore.
E se i genitori mangiano veloci, non consumano abitualmente frutta e verdura, saltano la colazione, si consolano con il cioccolatino e così via…come possiamo pretendere che i loro figli imparino a fare diversamente?

Quello che cerco di fare con i bambini in sovrappeso è certamente educarli, attraverso nozioni di alimentazione e movimento adeguati, a nuove abitudini, ma sono per me soprattutto un tramite per lavorare con i loro genitori.

Ci sono bambini che mi stupiscono per il grado di comprensione dei concetti che spiego nei primi incontri e il rapido adeguamento ai suggerimenti. Iris è una di queste.
È stata una vera sorpresa aprire il quaderno che mi porgeva: c’erano gli appunti e i disegnini che le avevo fatto, rivisti da lei, interpretati graficamente e resi accattivanti.

Sono sicura faremo un ottimo lavoro nei prossimi mesi, perchè in “cabina di regia” c’è una famiglia motivata, disposta a lavorare “a monte”, a rivedere tutti i passi che precedono l’atto del mangiare: spesa, orari, struttura dei pasti, ecc..

Purtroppo ci sono, invece, genitori che mi stupiscono per la difficoltà nel mettere regole, paletti, limiti (o come li vogliamo chiamare) per evitare o contenere i comportamenti scorretti dei figli.
Ripropongo il caso di una bambina di 9 anni – che guarda mediamente 3 ore al giorno tra televisione, tablet, computer – a cui ho dato indicazioni per limitare a massimo 1 ora al giorno la visione di video, così come da raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) al punto 8: “Far muovere il bambino il più possibile sin dai primi mesi di vita. Evitare di tenerlo troppo seduto, non mettere il bambino davanti alla televisione prima dei due anni, dopo i due anni non superare le otto ore a settimana di TV/videogiochi, quando mangia o compie altre attività spegnere la televisione.”
All’incontro successivo tale obiettivo non era stato raggiunto nemmeno un giorno perchè “deve essere lei ad imparare a limitarsi, a decidere di spegnere”, disse la mamma, “non voglio che si senta limitata”.
Ma i bambini hanno bisogno di limiti.
Sul fumo glieli diamo.
Sull’alcol pure.
La quantità di ore spesa davanti alla televisione è strettamente connessa al grado di sovrappeso, quindi è anche questo un comportamento non salutare se in eccesso. Comunicare loro che hanno un’ora al giorno di TV da gestirsi, significa lasciarli liberi nell’organizzazione di tale tempo secondo i propri gusti.

Contemporaneamente scoprono del tempo libero da dedicare ad attività sicuramente più “movimentate” che sprofondare nel divano.

Ai genitori un ultimo consiglio: siate una fonte di imitazione coerente, proponendo attività all’aperto nel fine settimana e dedicando cura anche alla vostra alimentazione. I bambini sono grandi imitatori, date loro qualcosa di grande da imitare.