fbpx
Sinergy Med 2.0 - Conegliano

I vantaggi dell’OMT

I vantaggi dell’OMT
09 Giu

La Terapia Manuale Ortopedica (OMT) è una specializzazione della fisioterapia per il trattamento delle patologie neuro-muscolo-scheletriche, basata sul ragionamento clinico che utilizza approcci di trattamento altamente specifici, i quali includono le tecniche manuali e gli esercizi terapeutici, ed è guidata dalle prove di efficacia cliniche scientifiche disponibili e dalla struttura biopsicosociale di ogni singolo paziente.

Quando aiuta la terapia manuale?

  • Cefalee con contributi muscolo-scheletrici;
  • Mal di schiena, compreso problematiche inerenti al disco intervertebrale (p.e. ernia discale, discopatie);
  • Dolori e limitazioni funzionali della spalla (tendiniti, spalla congelata);
  • Alterazioni degenerative di anca, ginocchio, piede, spalla o colonna;
  • Neuropatie di varia origine, come sciatalgia, radiculopatie, sindrome del tunnel carpale;
  • Disturbi funzionali, da sovraccarico, post-traumatici, post-chirurgici;
  • Problemi funzionali del gomito (es. epicondilite), di tipo muscolare, muscolo-tendineo, articolare o neuropatico;
  • Disturbi funzionali del piede, come per esempio le tendinopatie dell’achilleo e recupero post-traumatico;
  • Disturbi funzionali e meccanici dell’articolazione temporo-mandibolare.
  • Disturbi funzionali legati a sindrome dolorose acute (come artrite reumatoide, artrosi in fase acuta).

Tuttavia, va osservato che la terapia manuale (TM) non è applicabile a tutti. Esistono una serie di controindicazioni da tenere presenti, tra cui alcune assolute come neoplasie, cauda equina, fratture e disturbi psicologici gravi o alcune relative come osteoporosi, danni neurologici e l’uso prolungato di corticosteroidi.

Ci sono tre modi per poter dire che la terapia manuale è efficace, tenendo conto dei suoi effetti biomeccanici, neurofisiologici e neuropsicologici:

  • quando parliamo di cambiamenti biomeccanici ci riferiamo a quelli che causano un miglioramento nella limitazione della mobilità;
  • tra gli effetti neurofisiologici contempliamo l’ipoalgesia locale, l’azione sul Sistema nervoso simpatico e parasimpatico, la diminuzione della percezione del dolore nel sistema nervoso centrale a fronte di uno stimolo doloroso ripetuto, il cambiamento nei mediatori infiammatori periferici e il miglioramento dell’esperienza dolorosa;
  • infine, gli effetti neuropsicologici come i miglioramenti dello stato emotivo conseguenti alla riduzione dei sintomi e la variazione positiva delle aspettative del paziente.

Riabilitazione post COVID-19

riabilitazione post covid19
29 Mag

Carla de Conti e Stefano Martini, fisioterapisti SinergyMed, hanno stilato un programma di rieducazione motoria dedicato alle persone in convalescenza dopo ricovero per infezione da COVID-19.

SinergyMED 2.0 ha studiato un programma di recupero riabilitativo rivolto ai pazienti negativizzati in convalescenza post polmonite da Covid-19 (sia che siano state dimesse dall’ospedale sia che abbiamo avuto una sindrome lieve curata al domicilio).
Come noto le conseguenze della patologia indotta dall’infezione da COVID-19 sono numerose, in particolare si riscontrano la compromissione della funzione respiratoria tipica delle polmoniti (fiato corto,dispnea, affaticabilità, dolore), sindromi da allettamento e decondizionamento fisico (debolezza muscolare, difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane, rigidità articolari, dolori muscolo-articolari, vertigini ed instabilità posturali).

Tali sintomi possono interferire anche per lungo tempo con la ripresa dell’autonomia nelle attività di vita quotidiana e indurre rischi di complicanze (ad es. cadute, perdita delle abilità motorie e dell’autonomia).
Attraverso la fisioterapia e l’esercizio rieducativo (eseguiti presso lo studio o a domicilio ) i nostri professionisti aiuteranno il paziente a recuperare il maggior livello di autonomia nelle attività motorie e della vita quotidiana.
Per info:
Mail: info@sinergymed.it
Carla De Conti 345 766 5751
Stefano Martini 349 469 0200

Seguici su Facebook: @SinergyMed

LA TENDINOPATIA LATERALE DI GOMITO O GOMITO DEL TENNISTA

LA TENDINOPATIA LATERALE DI GOMITO O GOMITO DEL TENNISTA
01 Apr

La tendinopatia laterale di gomito (LET) o “gomito del tennista” è la patologia muscoloscheletrica che più frequentemente colpisce il gomito.

Si stima che il 40% degli adulti in un determinato periodo della loro vita accuserà dolore laterale di gomito; in particolare la LET è più frequente fra i 30 e 64 anni (picco 45-54 anni) con maggior severità e durata nel sesso femminile. Interessa più spesso l’arto dominante e la popolazione che svolge attività manuali pesanti, movimenti ripetuti del braccio e del polso con notevole sforzo a carico dei muscoli dell’avambraccio, del polso e della mano. Tuttavia colpisce anche persone che lavorano in ufficio, anziani, sportivi (tennis, squash, sport da lancio).

Viene comunemente definito “gomito del tennista”: in realtà solo il 10% dei pazienti con LET gioca a tennis (attenzione, tra i tennisti amatoriali è la tendinopatia più diffusa).

Quali sintomi la caratterizzano?

L’insorgenza della patologia è spesso insidiosa, con un iniziale fastidio nella zona laterale del gomito che tende a peggiorare gradualmente e ad accentuarsi soprattutto durante le attività di presa o il sollevamento di oggetti (in particolare se a gomito esteso) fino ad irradiarsi lungo l’avambraccio e la mano. Può essere presente rigidità mattutina e gonfiore sulla parte esterna del gomito.

Il termine tendinopatia indica la presenza di un problema a carico del tendine, in particolare dei muscoli che estendono e supinano il polso. Tuttavia la LET è con buona probabilità di origine multifattoriale: sovraccarico, patologia locale del tendine, squilibrio muscolare, alterata postura (per esempio del polso nel caso di un tennista), patologia di spalla.

Come riconoscerla?

La diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sul racconto del paziente e sull’esame obiettivo. Per quanto riguarda invece la diagnostica per immagini (ecografia e risonanza magnetica) gli studi hanno evidenziato mancanza di correlazione tra il grado di degenerazione tendinea e la gravità dei sintomi del paziente, rendendo questi strumenti utili per escludere la patologia tendinea piuttosto che per fare diagnosi.

È importante la valutazione e un corretto inquadramento del paziente perché la LET, se trascurata, può diventare una patologia invalidante .

Come si cura?

Il trattamento conservativo rappresenta la prima linea di intervento.

L’esercizio terapeutico riveste un ruolo centrale nella riduzione del dolore e nel ricondizionamento della struttura tendinea allo sforzo e alle sollecitazioni quotidiane. Va personalizzato sulle caratteristiche del paziente (età, professione, richiesta funzionale), sulla fase e severità della tendinopatia. Può essere utile inserire esercizi di controllo motorio per migliorare il gesto sportivo o modificare le abitudini/posture lavorative riducendo così il rischio di future recidive.

La terapia manuale, tramite tecniche di mobilizzazione del gomito e, se necessario, della colonna cervicale e toracica può essere utilizzata per ridurre il dolore, migliorare l’escursione articolare e la funzione.

Per la riuscita dell’intervento altrettanto importante è l’educazione del paziente per favorire l’adesione al percorso riabilitativo:

  • rassicurare: la condizione può migliorare con il riposo e col tempo;
  • informare: evitare le posizioni mantenute e le attività dolorose, ridurre le attività che richiedono una deviazione del polso, i movimenti ripetitivi e gli sforzi eccessivi;
  • fornire consigli posturali;
  • eventuale uso di ortesi e bendaggi anche se le evidenze in merito sono contrastanti e la letteratura non chiarisce quale tra le ortesi sia più efficace.

Conclusione

Rivolgersi al fisioterapista il prima possibile risulta essere la scelta migliore per intervenire tempestivamente ed evitare un peggioramento e cronicizzazione dei sintomi.

Linfodrenaggio

linfodrenaggio conegliano
23 Mar

Il Drenaggio Linfatico Manuale (DLM), o linfodrenaggio manuale, è una tecnica di massaggio utilizzata per favorire la circolazione dei liquidi (in particolare della linfa) nei tessuti e negli organi del corpo umano.

Il sistema linfatico è costituito da:

  • Linfa: un tessuto connettivo specializzato costituito dal liquido interstiziale, da linfociti e da macrofagi
  • Vasi: un complesso sistema che ha lo scopo di drenare i fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti ai vasi sanguigni.
  • Linfonodi: vere e proprie “cisterne” di raccolta e drenaggio della linfa che poi viene riversata nel sistema venoso .

Normalmente i liquidi vengono scambiati dai vasi arteriosi ai tessuti e organi dai quali ritornano attraverso i vasi venosi; le grosse cellule (proteine, batteri, virus ed altri “prodotti di scarto” del metabolismo) non riescono fisicamente ad essere raccolte dai capillari sanguigni e rimangono negli spasi interstiziali dove vengono raccolte dai vasi linfatici e trasportati dalla linfa. Da qui vengono drenati nei linfonodi, scambiati nuovamente con i capillari venosi ed eventualmente espulsi. La linfa scorre solo in direzione centripeta e il suo moto, a differenza di quanto avviene nel sistema cardiovascolare grazie al cuore, non è dato dall’azione di un unico organo motore; questo dinamico sistema di scambi avviene grazie al sistema nervoso autonomico ma anche dall’azione complementare di più componenti: motilità dei vasi linfatici-movimenti respiratori-contrazioni muscolari-pulsazioni arteriose-posture

Il DLM rappresenta il trattamento manuale elettivo per il trattamento dell’edema. 
Il quale viene classificato in primario (da cause genetiche) e secondario (da trauma, interventi chirurgici, infiammazioni, neoplasie, malattie reumatologiche, ustioni e cicatrici, insufficienza venosa). 
Nella pratica il fisioterapista specializzato nel DLM esegue una serie di manovre specifiche attraverso cui vengono meccanicamente stimolati la motilità propria dei vasi linfatici e la conseguente contrazione.

Il fisioterapista esegue manovre di pressione e spinta lineari e/o concentriche; la direzione e l’intensità della pressione dipendono dall’entità dell’edema.
L’effetto può essere immediato e perdurare per qualche ora; la continuità delle sedute permette un notevole incremento della capacità di drenaggio e trasporto del sistema linfatico, dovuto all’azione meccanica indotta dalle manovre del fisioterapista e dalla formazione di nuove anastomosi (ovvero collegamenti) a livello della microcircolazione linfatica.
Un ulteriore effetto del DLM è la riduzione del dolore avendo un effetto diretto sulla conduzione del dolore in quanto favorisce l’attivazione delle cellule che inibiscono tale sintomo.
Inoltre agisce sul sistema parasimpatico attraverso un meccanismo di inibizione del tono muscolare e miglioramento del trofismo tissutale motivo per cui, assieme agli altri benefici sovracitati, il DLM può essere un valido strumento per il fisioterapista nei pazienti con patologie croniche infiammatorie.

Gli ambiti di maggior impiego del DLM sono sicuramente gli edemi primari e secondari da patologie neolpastiche (ad es. negli esiti di mastectomie).
Grazie ai suoi benefici a favore della riduzione dell’edema e del dolore e sul ripristino della motilità tissutale (ottimo per ridurre le aderenze cicatriziali) risulta essere utile in molti ambiti “ortopedici” e “sportivi”: nelle prime fasi di infortuni o traumi (come distorsioni di caviglia e ginocchio), nell’immediato post chirurgico (come protesi, ricostruzione cuffia dei rotatori nella spalla, correzione alluce valgo, microchirurgia della mano), nel recupero muscolare da lesione o sovraccario, nel trattamento specifico di ferite e cicatrici.

Il trattamento prevede sempre l’indicazione per il paziente all’attività fisica (per favorire la stimolazione muscolare e degli atti respiratori sui vasi linfatici), alla cura delle posture (per favorire lo “scorrimento” della linfa dalla periferia ai linfonodi) e dell’alimentazione (obesità e diabete sono tra i principali fattori di rischio ed aggravanti il linfedema)

Nei casi più gravi di insufficienza linfatica il DLM viene associato a bendaggi “compressivi” al fine di mantenere e perseverare l’effetto manuale del DLM

Le controindicazioni sono minime: in caso di patologia neoplastica o infezioni in atto è d’obbligo contattare il medico di riferimento per confrontarsi sul caso e sulle precauzioni da prendere.

Rimani aggiornato, seguici su Facebook: @SinergyMed

Il Colpo della strega

colpo della strega
18 Mar

Oggi parliamo del blocco lombare acuto , comunemente noto come ‘colpo della strega’ 

Eccoci per un nuovo appuntamento con la gestione “da quarantena” di eventuali problematiche fisiche che ci potrebbero capitare.
Stavolta parliamo del blocco lombare acuto , comunemente noto come ‘colpo della strega’ (‘crep de vita’ per la gente della zona!).

Siamo a casa da un po’ ormai, e la “sindrome da divano” è sempre in agguato, soprattutto per chi si fa attrarre dalla seduzione della pigrizia e non ascolta (e guarda) i consigli di Erika, Cristiana, Michele e Stefano!

Il mal di schiena acuto è stato (ed è) lungamente dibattuto, e non sarà certo in poche righe che se ne potrà fare chiarezza. Quello che ci preme oggi però, è dare alcuni consigli utili per affrontare un episodio violento, e magari molto doloroso in un periodo in cui uscire di casa per andare dal medico o ancor meglio al pronto soccorso è una cosa da evitare il più possibile.
La prima e più importante cosa da sapere è che l’intensità del dolore raramente corrisponde ad una effettiva gravità della patologia

Colpo della strega

Questo concetto varrà anche per altre patologie e altre strutture, e ne parleremo più approfonditamente in una serata informativa che si terrà presso il nostro studio appena l’emergenza sarà passata, ma soprattutto per quanto riguarda la schiena è un concetto valido e da tenere presente.

Quindi che fare?

Innanzitutto è importante sapere cosa non fare!

Salvo eventi traumatici violenti (o pochi altri casi eccezionali) sarà improbabile ci sia una frattura, quindi una radiografia non serve! Ci sono comunque una serie di segni d’allarme che possono farci sospettare qualcosa, ma di solito è inutile.

Anche in casi traumatici NON si sposta niente, non c’è nulla che vada fuori posto, quindi nessun allarmismo anche per questo. Eventuali blocchi che si possono verificare sono risolvibili anche a distanza di qualche giorno o settimana.

La risonanza magnetica e la Tac NON sono una terapia, quindi salvo emergenze è inutile farle in fretta.

E quindi?

Beh, anche al telefono si possono fare alcune domande utili a riconoscere i seppur rari segni di gravità, e poi in base a quello che ci viene raccontato si possono dare alcuni consigli utili a gestire la fase acuta, molte volte volte anche senza l’ausilio di farmaci.

“Ma devo stare a riposo?” “Meglio stare fermo?”

In genere no. Nella maggior parte dei casi è preferibile il riposo attivo, cioè muoversi nel rispetto del dolore. Se il dolore è fortemente invalidante e/o aumenta col movimento ovviamente comanderà lui, ma per tutto il resto è bene cercare di muoversi il più possibile e più spesso possibile.
Logicamente anche gli sforzi sono da evitare, ma se stiamo attenti e ci ascoltiamo, il limite di quello che possiamo o non possiamo fare ce lo racconterà il nostro corpo

Quindi nessun allarmismo, anche se il dolore è tanto! Chiamateci pure e cercheremo di fare al telefono tutto quello che possiamo.

Dott. Fisioterapista
Stefano Martini

Le distorsioni alla caviglia

la distorsione alla caviglia
12 Mar

La distorsione alla caviglia è molto frequenti, nello sport come nella vita di tutti i giorni. Possono essere inizialmente molto dolorose (anche a riposo), si osserva la presenza di edema intorno alla caviglia, talvolta ematoma nelle ore successive e difficoltà a mantenere il carico.

Nell’immediato è consigliabile:

  • l’applicazione di ghiaccio (per 5-10 minuti, ripetuto più volte al giorno),
  • un bendaggio compressivo,
  • elevazione dell’arto,
  • riposo ed eventualmente l’utilizzo di stampelle se il dolore impedisce l’appoggio.

Sono invece sconsigliati il massaggio e gli impacchi caldi perché potrebbero aumentare il gonfiore e il dolore.

La distorsione alla caviglia

La distorsione alla caviglia richiede una adeguata valutazione e trattamento per una corretta guarigione al fine di evitare l’instaurarsi di rigidità, instabilità ed eventuali recidive.

Non esitate perciò a contattarci, vi sapremo fornire indicazioni e consigli per affrontare al meglio la situazione.

Seguici anche su Facebook

Roberta Terzi
fisioterapista specializzata in terapia manuale

Curiosità sul tennis

curiosità sul tennis
27 Feb

Il 4 marzo è la giornata mondiale del Tennis, un gioco dalle origini antiche e uno tra gli sport più diffusi a livello mondiale.
Approfittiamo di questa giornata per condividere con voi 10 curiosità, che forse non conoscete, su questo sport.

1 CHI HA INVENTATO L’ORIGINALE PUNTEGGIO DI UN MATCH DI TENNIS.
Il modo di conteggiare i punti nel tennis risale probabilmente al Medioevo.

Infatti, sebbene il gioco del tennis sia nato ufficialmente in Inghilterra nel 1887 col primo torneo svoltosi a Wimbledon, nel Medioevo esistevano già giochi simili anche qui in Italia (pallacorda) e in Francia (jeu de paume).

Una possibile spiegazione del conteggio dei punti è quella delle “cacce”, dei segni che venivano fatti sul campo da gioco ogni volta che la palla si fermava: quindici cacce formavano un punto, per cui il primo punto era quindici, il secondo trenta e il terzo quarantacinque.

2 PERCHÉ LE PALLINE DA TENNIS SONO RIVESTITE DI FELTRO
La copertura in feltro permette un miglior controllo del colpo da parte del giocatore: se non ci fosse, la palla schizzerebbe via in modo incontrollabile, mentre grazie a essa le corde della racchetta fanno presa sulla palla, comprimendola e consentendo al tennista di impostare il colpo desiderato e di accentuare gli effetti.

Il feltro, inoltre, permette di aumentare la resistenza all’aria della palla, diminuendone la velocità e riducendone il rimbalzo. Quando infatti si usano palle consunte e prive di peluria, al momento del rimbalzo tendono a scivolare via sulla superficie del campo.

3 LE PALLINE DA TENNIS SONO GIALLE O VERDI
Le palline in realtà non sono né gialle né verdi ma hanno un colore particolare ed il suo nome specifico è “hi-vis yellow” (cioè giallo ad alta visibilità). Dal momento che le palline da tennis vanno molto veloci e sono piccole, questo colore aumenta la visibilità, soprattutto per gli spettatori da casa.

curiosità sul tennis

4 COSA SIGNIFICA “LOVE”
Perché il punteggio non è “zero” ma “love”? In realtà, qui è tutta colpa di qualche inesperto traduttore.

Come abbiamo detto all’inizio, in Francia si giocava a pallacorda, un gioco considerato l’antenato del tennis. In francese si dice spesso “l’oeuf” per indicare il numero 0, per via della forma dell’uovo. Quando in Inghilterra venne inventato il Tennis così come lo conosciamo, venne mantenuto il termine oeuf per lo zero ma venne storpiato con la parola più simile in inglese, cioè love.

5 COSA SIGNIFICA DEUCE
La maggior parte di noi crede che voglia dire pareggio, in realtà, come per il caso di Love, anche qui c’è un errore di traduzione. “Deuce” significa “doppio”, cioè il doppio punto che deve fare uno dei due giocatori per portare a casa il game durante la fase dei vantaggi.

6 QUANTO È DURATA LA PARTITA DI TENNIS PIÙ LUNGA
Dal momento che il tennis si basa non sul tempo ma sul numero di set e game vinti, una partita può durare fino all’infinito. Lo sanno bene Isner e Mahut che durante Wimbledon 2010 hanno disputato la partita da record mondiale: è durata 11 ore e 5 minuti, suddivise in tre giorni diversi a causa del buio.

7 IL TENNISTA CHE HA TIRATO IL SERVIZIO PIÙ VELOCE
Ad oggi il record del servizio più veloce è di Samuel Groth, tennista australiano conosciuto soprattutto per la grande potenza dei colpi.
Il servizio più veloce della storia è stato conseguito durante il Challenger di Busan (Corea del Sud) nel 2012 quando servì una prima alla incredibile velocità di 163.4 miglia (equivalenti a poco meno di 263 Km/h)

8 LA RACCHETTA SPAGHETTI
Nel 1976 Edwin Fisher inventa la racchetta con accordatura doppia. Questa racchetta aiutava a dare colpi più forti e a giocare una palla liftata, dal momento che era difficile indovinare la traiettoria che avrebbe preso la palla.
Fino a quel momento non esisteva una regolamentazione per le racchette da tennis che si potevano utilizzare nei tornei ufficiali: questa racchetta fece un sacco di scalpore perché una volta che la palla toccava terra era praticamente ingestibile.

curiosità sul tennis

9 GAMBE SCOPERTE
Se si pensa al tennis subito ci salta alla mente la tenuta: pantaloncini corti! Il primo ad adottare questa tenuta fu Bunny Austin che durante il torneo internazionale del 1933 Forest Hill (il nostro Us Open) indossò gli shorts.
Fu talmente invidiato da tutti i giocatori per la sua tenuta comoda che da quel giorno fu adottato da tutti!

10. PERCHÉ I TENNISTI CONTROLLANO LE PALLINE PRIMA DI SERVIRE
Piccoli segni di logoramento sulla superficie della palline possono influenzare negativamente uno scambio facendola volare in una direzione imprevedibile o facendole perdere la regolarità di rimbalzo sulla superficie del campo. Il tennis è uno sport in cui anche il più piccolo cambiamento può cambiare l’inerzia di un match. Per questo molti tennisti tendono a scartare la pallina appena battuta durante i propri turni di servizio.

Seguici su Facebook: @sinergymed

il Risveglio: open day 2020

il risveglio
19 Feb

In occasione della giornata internazionale della donna vi invitiamo a partecipare ad una mattinata in cui approfondiremo “il Risveglio” sotto molteplici punti di vista per conoscerne e capirne ogni aspetto.

Quando?
Sabato 7 marzo 2020 dalle ore 7:00 alle ore 12:30

AVVISO IMPORTANTE: in adempimento alla delibera regionale in materia di Covid-19 avvisiamo che l’evento è posticipato a SABATO 21 MARZO dalle ore 7:00 alle ore 12:30.
Gli incontri saranno a numero limitato proprio per garantire la vostra salute nel rispetto delle direttive imposte dalla delibera regionale e nazionale.

Gli incontri della mattinata:
Il buongiorno si vede dalla colazione
Dott.ssa Dietista Eva Da Ros

Essere donna nel corpo e nella mente
Dott.ssa Psicoterapeuta Veronica Gobbetto

Allungamento tonico
Dott.ssa Chinesiologa Erika Brescacin

Pilates Rolle
Dott.ssa Cristiana De Pizzol

Ginnastica Perineale
Dott.ssa Ostetrica Ilaria Donadon

Pancafit
Dott.sse Erika Brescacin e Cristiana de Pizzol

Trattamento fisioterapico
Dott.sse Fisioterapiste Carla De Conti, Silvia Da Re, Roberta Terzi

Come partecipare?
La mattinata è completamente gratuita, i posti sono limitati perciò è obbligatoria la prenotazione.

Qui sotto troverai gli orari e le attività della mattinata. Scegli a quali vuoi partecipare e contattaci con la form qui sotto!

Fisioterapia sportiva

fisioterapia sportiva
15 Mag

L’importanza del fisioterapista per lo sportivo

Allenamenti, gare ravvicinate, stress accumulato sono solo alcune delle cause degli infortuni degli sportivi. Inoltre, una volta infortunato, c’è il rischio di una ricaduta: ecco perché è diventato ormai di fondamentale importanza il ruolo del fisioterapista.

Fino alla fine degli anni ’80 il fisioterapista veniva considerato come un semplice massaggiatore. Con il passare del tempo, e grazie alla sempre maggiore formazione, la figura del fisioterapista è diventata parte integrante di qualsiasi progetto sportivo. Infatti, il fisioterapista sportivo non si limita all’intervento manuale e fisico, è anche motivatore e confidente, una figura di riferimento per lo sportivo che si deve sentire al sicuro tra le sue mani.

Ma esistono modi per prevenire gli infortuni?

Rispondiamo a questo quesito con un intervento del Dott. Allessandro Pesce: “Negli ultimi anni si è finalmente compresa la valenza e l’importanza del benessere psicofisico dello sportivo per il raggiungimento della massima performance. Perché un atleta di talento, in forma ed in salute, è un atleta vincente.

Un infortunio si può prevenire in tanti modi.
In primis attraverso un’azione basata sul raggiungimento dell’equilibrio posturale e muscolare. Ma, allo stesso tempo, insegnando ed imparando una corretta comprensione dei limiti del proprio corpo. Spesso infatti, in molti sportivi di alto livello, subentra il fattore psicologico che li induce a stressare il loro fisico. Perché il fuoriclasse, in quel momento, vuole superare i limiti e vincere anche la fatica. Ma troppe volte si rischiano infortuni, anche molto gravi. Noi fisioterapisti sportivi dobbiamo confrontarci spesso con i vari staff tecnici delle società che vogliono l’atleta al meglio nel più breve tempo possibile.”

SinergyMed 2.0 è da sempre specializzato nella fisioterapia sportiva, infatti collaboriamo con moltissime società (ASD Running Team San Fior, GS Mercuryus, Scuola di Maratona Vittorio Veneto, Body Evidence, Accademia Pattinaggio, Associazione Amici di Diego, Atletica Vittorio Veneto, Cimavilla Running Team, Tennis 6.0, ASDCampolongo, TeamSpes Conegliano) e seguiamo molti sportivi professionisti.

Presso il nostro studio vengono seguiti in maniera specifica professionisti e non delle seguenti discipline: running, ciclismo, tennis, sci (fondo e discesa), skiroll, judo, pallavolo, ginnastica artistica, pattinaggio a rotelle, calcio.

Perché affidarvi a noi?
Perché noi per primi siamo sportivi!

Contattaci per maggiori informazioni

Seguici su Facebook

Prevenzione e gestione dell’osteoartrite

osteoartrite
05 Mag

L’osteoartrite, comunemente chiamata artrosi, è una malattia degenerativa delle articolazioni che colpisce la cartilagine articolare.

Abbiamo studiato un programma riabilitativo-rieducativo per la prevenzione dell’artrosi.

TRATTAMENTO
Numerose ricerche sostengono che l’esercizio fisico (passivo e attivo) è il trattamento più efficace per la prevenzione e gestione dell’osteoartrite.
E’ dimostrato che il movimento ben eseguito:

  • diminuisce il dolore;
  • migliora l’umore;
  • aumenta la funzionalità, la forza muscolare, la capacità cardiocircolatoria;
  • aiuta a gestire il peso ponderale;
  • promuove una condizione generale di salute ottimale.

Il fisioterapista e l’esperto del movimento vi seguiranno per un periodo di circa tre mesi:
il fisioterapista valuta il quadro clinico e funzionale e imposta il programma riabilitativo di Terapia Manuale (mobilizzazione, linfodrenaggio) eventuali indicazioni di ausili/ortesi e/o altre facilitazioni ambientali.
L’esperto di rieducazione motoria (chinesiologo) struttura il piano di rieducazione al movimento personalizzato e adatto alle caratteristiche ed esigenze della persona.

Per maggiori informazioni contattateci