Terapia di coppia

Terapia di coppia Conegliano
11 Ott

Stare in coppia vuol dire trovare un modo personale per stare insieme ad un’altra persona.

Esistono diversi modi peculiari di stare insieme. Ciascuno di noi può scegliere un partner dello stesso sesso, oppure di sesso diverso dal proprio. Lo scopo del rapporto di coppia non è quello di attuare regole o impersonare ruoli fissi e prestabiliti (il modello dei genitori, di coppie vicine a noi, l’influenza dei codici culturali e morali, dei media), né tanto meno quello di seguire imposizioni del passato. Lo scopo è quello di essere felici insieme, di esprimere amore e di creare ogni giorno la propria relazione.

Non sembra essere così semplice. In Italia la durata media del matrimonio è di 12 anni al momento della separazione, di 16 anni all’atto del divorzio. Nelle favole i personaggi della coppia si incontrano, il Principe bacia la Principessa, si sposano e vivono felici e contenti. Nella vita non accade proprio così. Il benessere della coppia è autoreferenziale e autosomministrato, quindi ogni coppia decide come scambiare amore, attenzione,… e nessuno può giudicare giusto o sbagliato quel modo, a patto di non nuocere a terzi (ad es. i figli). Appare però chiaro che ciò che accomuna la maggior parte delle persone sia la ricerca all’interno della coppia di risposte basiche quali affetto e stima, ossia il riconoscimento.

Due persone formano una coppia se sono unite da un legame, hanno un contatto fisico e hanno un progetto orientato verso il futuro. Il primo aspetto riguarda il cuore, l’affettività, i sentimenti (da quelli forti dell’innamoramento a quelli meno focosi dell’amore maturo). Il secondo è di passare del tempo assieme; la sessualità è certamente una parte importante delle attività di coppia, che può non essere presente in una fase della storia di coppia, ma che perlomeno deve essere stata presente in precedenza. Il terzo riguarda la sfera cognitiva, i pensieri, la razionalità.
Una coppia che funziona è consapevole che c’è rispetto reciproco, che è possibile confrontarsi in visioni diverse, decidere in modo libero, gestire la propria autonomia e sentirsi alla pari. E’ molto importante, all’interno della coppia, mantenere delle aree di autonomia come la gestione del tempo libero, della propria rete amicale, dei propri interessi.

Questo arricchisce la persona ma anche la coppia, portando nuovi stimoli da condividere.
Il rapporto di coppia, lo ripetiamo, si fonda sulla ricerca della felicità insieme, non sul potere e sulla ragione. È importante stabilire una comunicazione con il proprio partner non finalizzata a controllarlo o a fargli cambiare idea secondo un proprio principio di ciò che è giusto o sbagliato. L’accettazione dell’unicità del partner è fondamentale. E l’equilibrio di ciascuna coppia è dato da molteplici fattori. E’ importante che, nel momento in cui alcuni comportamenti di coppia non vanno più bene a uno dei due partner, si abbia il coraggio di discuterne. Accettare comportamenti per “abitudine”, può creare distanza e dolore. Molto spesso infatti le aspettative verso il proprio partner vengono deluse perché non si ha la consapevolezza che uomini e donne sono diversi e hanno modalità diverse di comunicazione. I problemi nascono quando si vuole imporre la propria diversità all’altro.
Un primo importante passo consiste nel prendere coscienza di questa diversità.

La crisi spesso si può presentare perché il contratto non viene rispettato. Il non condividere lo stesso obiettivo(avere figli), oppure la presenza di una terza persona, oppure il tempo dedicato alla famiglia d’origine, al lavoro. ma non solo. Un evento drammatico che blocca la progettualità della coppia.
La Terapia cognitivo-comportamentale nasce come intervento a breve termine,​ come processo attivo e direttivo di educazione della coppia su specifici aspetti che possono contribuire alla disfunzione relazionale. Il terapeuta affiancherà la coppia nel proprio processo di cambiamento. Come primo passo, il terapeuta costruirà un rapporto positivo con i membri della coppia e “imparerà la loro danza” attraverso un colloquio congiunto, a cui seguiranno uno o due colloqui individuali per comprendere la storia della coppia e della famiglia.

Il terapeuta valuterà gli aspetti:
– cognitivi (ad esempio le percezioni, le aspettative della coppia);
– comportamentali (ad esempio le capacità comunicative, il modo di interagire passato, i punti di forza e le debolezze della coppia); 
– emotivi (ad esempio le emozioni positive e quelle negative, come rabbia, depressione, ansia, gelosia) emersi da questa prima fase di analisi.

Quindi:

– identificherà gli schemi o le credenze dei partner rispetto alle relazioni in generale;
– individuerà i pensieri dominanti sulla loro relazione;
– chiarirà il modo in cui tutto ciò influenza i loro comportamenti e le loro emozioni.
Elaborerà infine una proposta di trattamento e si potrà a questo punto iniziare il percorso terapeutico, solo però se la coppia sarà convinta dell’utilità del trattamento per la risoluzione dei propri problemi.

La terapia di coppia può essere utile anche nel caso di separazione, in quanto può evitare rotture traumatiche e con pesanti strascichi. Se la coppia ha dei figli, questo è uno spazio molto importante che permette:

1) di gestire le emozioni negative, che a volte portano a impulsività, conflitti, desiderio di vendetta;
2) di non manipolare (inconsapevolmente) i figli né portarli a schierarsi dalla parte di un genitore. Dobbiamo ricordare che i bambini, anche molto piccoli, si rendono conto del clima emotivo familiare e di come stanno i genitori, e spesso si chiedono se la separazione dei genitori sia colpa loro. E’ quindi fondamentale parlare ai bambini della separazione, in termini per loro comprensibili, senza attribuire colpe, ma facendo vedere che i genitori sanno gestire la situazione e restano comunque presenti e disponibili per i figli, anche se non sono più una coppia.

Veronica Gobbetto

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