Obesità infantile: il peso delle famiglie

Obesità infantile Dott. Eva Da Ros
04 Apr

I bambini sanno cosa gli piace mangiare. Gli adulti sanno (o dovrebbero sapere) cosa fa bene mangiare.

Questo concetto non sembra però essere così scontato per molti genitori di bambini in sovrappeso, che tendono a delegare ai figli la scelta di cosa mangiare e a cosa “dovrebbero imparare a rinunciare”.
In realtà chi fa la spesa è il genitore, chi decide il menù è sempre il genitore.
E se i genitori mangiano veloci, non consumano abitualmente frutta e verdura, saltano la colazione, si consolano con il cioccolatino e così via…come possiamo pretendere che i loro figli imparino a fare diversamente?

Quello che cerco di fare con i bambini in sovrappeso è certamente educarli, attraverso nozioni di alimentazione e movimento adeguati, a nuove abitudini, ma sono per me soprattutto un tramite per lavorare con i loro genitori.

Ci sono bambini che mi stupiscono per il grado di comprensione dei concetti che spiego nei primi incontri e il rapido adeguamento ai suggerimenti. Iris è una di queste.
È stata una vera sorpresa aprire il quaderno che mi porgeva: c’erano gli appunti e i disegnini che le avevo fatto, rivisti da lei, interpretati graficamente e resi accattivanti.

Sono sicura faremo un ottimo lavoro nei prossimi mesi, perchè in “cabina di regia” c’è una famiglia motivata, disposta a lavorare “a monte”, a rivedere tutti i passi che precedono l’atto del mangiare: spesa, orari, struttura dei pasti, ecc..

Purtroppo ci sono, invece, genitori che mi stupiscono per la difficoltà nel mettere regole, paletti, limiti (o come li vogliamo chiamare) per evitare o contenere i comportamenti scorretti dei figli.
Ripropongo il caso di una bambina di 9 anni – che guarda mediamente 3 ore al giorno tra televisione, tablet, computer – a cui ho dato indicazioni per limitare a massimo 1 ora al giorno la visione di video, così come da raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) al punto 8: “Far muovere il bambino il più possibile sin dai primi mesi di vita. Evitare di tenerlo troppo seduto, non mettere il bambino davanti alla televisione prima dei due anni, dopo i due anni non superare le otto ore a settimana di TV/videogiochi, quando mangia o compie altre attività spegnere la televisione.”
All’incontro successivo tale obiettivo non era stato raggiunto nemmeno un giorno perchè “deve essere lei ad imparare a limitarsi, a decidere di spegnere”, disse la mamma, “non voglio che si senta limitata”.
Ma i bambini hanno bisogno di limiti.
Sul fumo glieli diamo.
Sull’alcol pure.
La quantità di ore spesa davanti alla televisione è strettamente connessa al grado di sovrappeso, quindi è anche questo un comportamento non salutare se in eccesso. Comunicare loro che hanno un’ora al giorno di TV da gestirsi, significa lasciarli liberi nell’organizzazione di tale tempo secondo i propri gusti.

Contemporaneamente scoprono del tempo libero da dedicare ad attività sicuramente più “movimentate” che sprofondare nel divano.

Ai genitori un ultimo consiglio: siate una fonte di imitazione coerente, proponendo attività all’aperto nel fine settimana e dedicando cura anche alla vostra alimentazione. I bambini sono grandi imitatori, date loro qualcosa di grande da imitare.

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